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L'esperienza dell'Istituto Cadorna di Milano, raccontata dal suo dirigente, Giovanni Del Bene

20 Ottobre Ott 2014 1549 2 years ago
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L’Istituto Comprensivo “Luigi Cadorna” e l’Istituto “Calasanzio” si trovano nel centro di Milano e comprendono una scuola materna, cinque plessi di scuola primaria e due plessi di scuola secondaria di primo grado. Tra i plessi di scuola primaria sono presenti una scuola speciale per disabili della Fondazione “Don Gnocchi” e la “famosa” scuola primaria di via Paravia, che possiede circa l’80% di alunni di etnie diverse da quella italiana.

L’utenza è molto diversificata. Gli utenti della zona 7 contano una quantità di alunni “stranieri” pari a circa il 60 % del totale: alunni nati comunque in Italia e senza grande problemi linguistici, ma non in possesso della cittadinanza. Gli utenti della zona 8 al contrario sono in prevalenza italiani, con un livello sociale ed economico molto elevato. Questa diversità produce la necessità di un lavoro di coesione e di integrazione molto complesso.

In qualità di dirigente scolastico mi sono trovato subito di fronte a due elementi problematici: la necessità di un’integrazione reale, con la necessità di dare una risposta concreta alle esigenze di un’utenza lavoratrice, con poche o nessuna possibilità economica e, d’altro canto, di un’utenza con possibilità economiche ma con attività professionali che tengono il genitore lontano da casa spesso.

L’ASSOCIAZIONE CADORNA

La prima idea è stata quella di istituire un’Associazione di genitori del Comprensivo, ma a  differenza di altre scuole, l’Associazione è stata immediatamente istituita con azione notarile, con un regolamento depositato e con una entità giuridica di Associazione sportiva e culturale, iscritta regolarmente al Coni. Questo permette all’Associazione libertà di movimento imprenditoriale e agevolazioni fiscali sul pagamento di esperti, che non eccedano una certa cifra.

L’Associazione inizia il suo lavoro con l’anno scolastico 2007/08 e il suo primo obiettivo è quello di fornire un ampliamento dell’offerta formativa. Si costruisce così un progetto, su indicazione delle esigenze e dei desideri delle famiglie, che offra attività diversificate: sport, musica, danza, lingua straniera. L’attività extracurricolare si svolge dalle 16.30 alle 18. È l’Associazione che provvede a raccogliere le iscrizioni, a scegliere esperti e collaboratori, a stendere con loro regolare rapporto e a retribuirli. La scuola fornisce l’edificio, il servizio di segreteria e i collaboratori scolastici per sorveglianza e pulizia, su base volontaria: infatti all’inizio di ogni anno scolastico si chiede a tutti i collaboratori e al personale Ata se desidera collaborare con le attività dell’Associazione. In caso di indisponibilità, l’Associazione provvede a rinvenire le risorse con iniziative proprie. Le attività extracurricolari vengono comunicate al Collegio docenti e risultano indicate nel POF  come ampliamento dell’offerta formativa.

In sintesi, ogni famiglia trova all’interno della struttura scolastica attività extracurricolari a costi molto contenuti, senza uscire dall’edificio e migrare in palestre e strutture scomode e lontane. Nessun uso dell’automobile (a proposito di inquinamento) né emergenza familiare per trovare accompagnatori o mamme che trasportino i bambini da un luogo all’altro della città. Abbattimento del disagio, dei costi e dello stress. I genitori portano i figli a scuola alle 8.15 e - volendo -  li possono venire a prendere alle 18. In più, una oculata gestione dei contratti e dei costi e il successo dell’iniziativa, consentono all’Associazione di avere ogni anno dei resti attivi da reinvestire sulla scuola (quest’anno è stato rifatto in toto uno splendido laboratorio di informatica). Quindi l’attività dell’Associazione è imprenditoriale, formativa e sussidiaria ai costi che la scuola deve sostenere per crescere in qualità e che lo Stato, per le note riforme e tagli, non può più garantire.

L’EDIFICIO SCOLASTICO SUL TERRITORIO

Dalle esperienze di Scuola Aperta si è pensato che l’edificio fosse una risorsa straordinaria anche per la popolazione adulta e per il quartiere. Abbiamo quindi pensato che aprire la scuola a tali attività fosse il mezzo più diretto per far incontrare gli adulti del territorio, farli lavorare insieme e  offrire loro uno spazio dove incontrarsi e svolgere qualcosa di divertente ed utile. Si sono analizzate con attenzione le richieste e si sono scelte le società sportive e culturali più affidabili e capaci. Si è chiesto loro, per poter accedere alle strutture, di operare prezzi contenuti e di provvedere alla copertura degli straordinari che, inevitabilmente, il personale della scuola (ATA), sarebbe stato costretto a svolgere. Avvenuta la convenzione, sono partite le attività nei tre plessi del Comprensivo. Ricapitolando, la scuola apre alle 8.15 e chiude alle 23, tutti i giorni dell’anno scolastico. A ciò si aggiungono i Campus invernali ed estivi.

LE RISORSE ECONOMICHE

Se si vuole fare una scuola di qualità, le risorse servono. Da quest’anno ci siamo cimentati in bandi europei e Cariplo: è molto importante sapere che, al di là dello Stato, esistono fondi da utilizzare su bandi di concorso. La scuola ha vinto un bando di concorso Cariplo biennale e un bando FEI e conta su altri fondi per le proprie attività legate al progetto sull’integrazione. Una è “LA STANZA DELLA CULTURA”: per alcuni sabati dell’anno i genitori, i bambini e gli abitanti del quartiere sono coinvolti in eventi che avvengono nell’Auditorium della scuola e sono eventi (conferenze culturali, giochi, attività di cucina, dibattiti) gestiti dai genitori; “LA SCUOLA DELLE MAMME”, un corso bisettimanale di lingua italiana in collaborazione con l’Associazione Verga, all’interno della scuola, dove le mamme straniere seguono corsi di lingua italiana: per permettere a loro la frequenza, avendo alcune di loro bimbi molto piccoli, si è creato uno spazio gestito da una operatrice dell’Associazione, dove i più piccoli giocano mentre le mamme studiano; “I SABATI DEI COMPITI”, per cui la scuola apre al sabato dalle 8.30 alle 12 e - sempre con le educatrici della Verga - i bambini svolgono i compiti del fine settimana o fanno attività di recupero e potenziamento. Queste due ultime attività sono finanziate dalla scuola con i fondi per l’alto tasso migratorio e dal consiglio di Zona. A partire dal lavoro svolto dall’Associazione si è costituito, grazie al supporto della Scuole delle Mamme, un gruppo di mamme di varia provenienza (cinese, araba, spagnola, italiana) che si occupa dei testi e dei comunicati plurilingue e più in generale del ruolo attivo dei genitori stranieri e delle loro iniziative all’interno della scuola e sul territorio.

"CAMPAGNA AMICA" A SCUOLA

La scuola si apre al territorio ospitando settimanalmente il Mercato Campagna Amica, in convenzione con Coldiretti: un mercato volto ad accorciare la filiera, avvicinando il consumatore al produttore e permettendo così di acquistare prodotti di qualità. Il mercato si svolge nei cortili del plesso di via Carlo Dolci e via Paravia (i plessi con la più alta percentuale di famiglie di diverse etnie) ed è occasione di scambio con popolazioni che difficilmente verrebbero a contatto con la struttura. In questo senso si configura come un’attività di promozione di un’immagine che ben restituisce la pluralità e in dinamismo dell’istituto. Inoltre la Federconsumatori, in accordo con la Coldiretti, entra nelle classi con medici ed esperti nutrizionisti e svolge lezioni con gli alunni sulla corretta alimentazione.

LA SCUOLA DEL FUTURO

Questa è in sintesi la struttura del nostro progetto di Scuola Aperta: migliorabile, ampliabile, perfezionabile. Ci stiamo lavorando. Il Comune di Milano ha formato un tavolo di lavoro per stendere un regolamento ed un documento che possa facilitare l’attuazione di un programma simile al nostro in altre zone della città, utilizzando al meglio le strutture scolastiche. Personalmente penso che la scuola del futuro è una scuola organizzata su tre linee fondamentali:  

lo Stato, come gestore ed organizzatore dell’offerta formativa, dell’uso delle strutture educative (edifici ed obiettivi), delle gestione delle risorse economiche standard per il funzionamento.
l’utenza, come collaboratore interno, che organizza le attività e contribuisce al meglio nella gestione delle risorse economiche che le famiglie utilizzano solitamente per attività, al di fuori della scuola.
le istituzioni del territorio (Comune, uffici USP e Consigli di Zona), per offrire le risorse aggiuntive e la gestioni degli edifici (di proprietà di Comune e Regione), nonché personale integrativo che possa supportare il personale ATA interno, che non sempre riesce a tenere il ritmo con l’attività, e repertorio delle Associazioni e Cooperative sul territorio, che siano stata testate per competenza ed affidabilità.
Possano entrare a fare parte di questi tre grandi assi portanti, sponsor esterni e altro. La gestione di una scuola efficiente deve per forza di cose essere una gestione mista, sussidiaria e collaborativa, con la gestione dello Stato. Ogni territorio conosce molto bene i propri problemi e è sul territorio che si devono gestire e risolvere. Ovviamente il progetto comporta un aggravio dell’orario di servizio del Dirigente di circa 30% in più del consueto orario contrattuale, svolto in regime di volontariato.