Questa scuola è la nostra casa

#ScuolaAlCentro

26 Luglio Lug 2016 1626 11 months ago
Scuola Milano Ilaria Alpi Scuolaalcentro17

Periferia lo è di certo. Milano, via San Colombano, un solo bar che fa angolo con la strada che porta veloce fuori dalla città. «Siamo la periferia dell’impero», si sente ripete più e più volte nei lunghi corridoi della scuola Ilaria Alpi. È una vecchia scuola dai soffitti alti, fresca in una torrida mattina di fine luglio: una scuola come tante, di primo acchito, ma che a entraci rivela tante sorprese. La prima sono i cinquanta ragazzini che a fine luglio sono qui, a lezione di teatro e musica: violoncello, clarinetto, flauto, violino, con un docente appassionato di musica barocca. L’istituto comprensivo Ilaria Alpi è una delle 84 scuole di Milano rimaste aperte questa estate grazie al progetto “Scuola al Centro”, lanciato dal Ministero a Milano, Roma, Napoli e Palermo, finanziato con 10 milioni di euro. Hanno risposto complessivamente 400 scuole, nonostante i tempi cortissimi del bando. «È un progetto nato da un’idea semplice: la scuola non può e non deve lasciare soli i ragazzi. La sua attività che non è solo insegnare, ma essere punto di riferimento della comunità», ha affermato il ministro Stefania Giannini, in visita ieri alla scuola. «Al centro significa aperta, capace di rispondere alle esigenze della comunità che sta fuori, per questo l’idea è precisa negli obiettivi ma affidata poi all’autonomia dei singoli istituti, che conoscono il quartiere, i ragazzi… Ogni scuola crea la propria “suite emozionale”. Noi diamo l’opportunità di sentire la scuola per quello che è, la propria casa».

La musica, in questa scuola a indirizzo musicale, è al centro delle attività lungo tutto l’anno: I ragazzi sono talmente bravi che a giungo hanno tenuto il concerto di fine anno scolastico all’Auditorium di Milano. Novanta alunni con disabilità, un curriculum verticale che vede partire in seconda elementare lo studio dell’inglese e del francese, un coro, la sperimentazione del metodo Montessori alle media, il centro diurno per richiedenti asilo del Naga, una storica associazione milanese che ha sede qui vicino: questa scuola è davvero il modello di cosa potrebbe essere la scuola del futuro. «Abbiamo potuto sempre contare su una forte collaborazione con il Comune. Questi progetti estivi funzionano bene quando intorno sono coinvolte realtà associative e famiglie, la scuola così diventa un punto nodale della vita del quartiere, un presidio di ritrovo fondamentale per ragazzi e famiglie», dice la dirigente Micaela Francisetti.

Il progetto estivo è stato realizzato in sinergia con l’Associazione Progetto Rubor, che fin dal 2014 ha trovato casa dentro la scuola. Anche i corsi estivi si svolgono negli spazi che l’associazione ha rimesso a posto, con i suoi volontari. È una sorpresa nella sorpresa, fatta di dettagli inattesi. C’è un angolo bar, per le chiacchiere e la socializzazione e dietro l’insegna di un piccolo “shop vintage” si cela una miniera di tesori recuperati dal presidente scenografo. «Era uno spazio chiuso da sette anni, abbiamo sistemato da noi, creando un modello economico che ci consentisse di pagare utenze e insegnanti», racconta Fabiana Cinque, vicepresidente dell’associazione. Il pomeriggio, fino alle 20, durante tutto l’anno offrono corsi di musica, frequentati anche da una sessantina di ragazzi della scuola. Molti docenti della scuola sono anche soci dell’associazione.

E dopo l’estate? Il progetto Scuola Al Centro continua. «Avevamo stanziato 10 milioni di euro, ne abbiamo spesi 5,5. Il resto è subito a disposizione per proseguire, il valore di queste esperienze è la loro continuità», ha affermato il ministro Giannini. «Scuola Al Centro è una visione di scuola che vogliamo continui tutto anno, da settembre avremo 120 milioni di PON per estendere il progetto a tutta Italia, non solo nelle grandi città. È la scuola che sogniamo, per tutte le scuole».